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IL SENSO DEL VIVERE DI CIASCUNO E DELL’AGIRE COLLETTIVO: DOVE AGGRAPPARSI OGGI?

Sergio Illuminato

14238166_355592244830038_6381117140051020868_nTra la rivoluzione del MoVimento 5 Stelle a 7 anni dalla nascita e il diritto ad intervenire sui cambiamenti climatici.

Negli ultimi due o tre secoli la religione prima, la politica a seguire, poi il pensiero socio-economico ha determinato il sistema di costruzione della realtà.

A partire dagli anni sessanta via il capitalismo industriale abbiamo già pagato un prezzo importante con la sua degenerazione in sistema finanziario-speculativo. Infatti, la sottrazione di denaro dal circolo produttivo e, quindi, dalle istituzioni che davano forma alla società, ha svuotato le pratiche collettive per come conosciute: Stato, nazione, democrazia, classe, famiglia  –  sono diventate inutilizzabili.  Non corrispondono più a niente.

Di fronte a questa situazione, alcuni pensano che la società contemporanea sia capace di trasformarsi da sola e capace di reinvestire risorse economiche nelle istituzioni per ricostruire il tessuto d’insieme.

Ma la realtà che ci circonda oggi sembra smentire qualsiasi visione ottimistica a riguardo. Siamo entrati in un’epoca post-sociale dove avanza l’ossessione, il fanatismo e l’edonismo di religioni, politiche e personalità sfrenate che alimentano la psicosi e la violenza su se stessi e sugli altri.

CHE FARE?

In passato, la costruzione della Comunità era fondata sull’idea della relazione-all’altro. Ma tale categoria è vecchia e inutilizzabile oggi. Occorre, a parere di tanti, riconoscere la priorità della relazione-a-se-stessi. Attraverso un accresciuto senso di sé possiamo ridisegnare un soggetto sociale che possa dare nuovamente volto vitale alla realtà.

Occorre che ciascuno di noi assuma responsabilità e consapevolezza,  ridando soprattutto linfa creativa ai diritti fondamentali che da sempre costituiscono ogni forma sociale. Non serve ancora concentrarsi sulla protesta o l’indignazione ma dobbiamo ora difendere e diffondere in ogni sede il diritto di avere dei diritti! La libertà, l’uguaglianza, ma anche il diritto alla dignità.

Su queste preoccupazioni etiche si possono ricostruire i legami sociali, ad ogni livello. Abbandonando le lotte di classe, della nazione, degli interessi o del sacro che hanno sempre meno da dire alla gente. Coltivando per il futuro, per esempio invece, idee innovative per fronteggiare i cambiamenti climatici che vanno di pari passo con amare sé e l’essere innamorati del pianeta che ci ospita.

L’idea che UNO possa prendere decisioni per l’interesse di MOLTI non funziona più! Bisogna far crescere in noi individui con convinzioni democratiche che attivamente possano, in numero crescente, occuparsi di partecipare passo dopo passo alle decisioni per il bene comune.

Anche per questo Virginia Raggi, portata al Campidoglio da ben 770.500 elettori, non riesce comunque a soddisfare speditamente il programma del MoVimento 5 Stelle: poiché gli eletti non riescono ad alimentare e farsi nutrire a sufficienza dagli attori sociali presenti tra gli attivisti e le tante personalità equilibrate pronte a fornire conoscenza e capacità.

Forse per questo, anche il M5S che sta – per realpolitik – indebolendo i suoi stessi principi con silenzi e le modifiche proposte per il nuovo non-statuto e regolamento, in una visione a lungo termine potrà non cogliere in pieno la rivoluzione che ha generato, in soli 7 anni: un ennesimo miracolo italiano.

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